Telemedicina: stop agli spostamenti inutili dei pazienti in cura.

Questo e’ quanto già succede da sei mesi nella ASL9 di Grosseto per dodici pazienti di eta’ compresa tra i 18 e i 55 anni residenti nella provincia di Grosseto.

L'informatica al servizio della Medicina

La ASL 9 di Grosseto ha infatti messo in pratica la tele-riabilitazione neurologica per pazienti che hanno subito trauma cranico con disturbi delle funzionalità cognitive come la memoria, il linguaggio, l’attenzione e la capacita’ di ragionamento.

Il progetto, finanziato dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Universita’ di Siena e’ stato presentato ad un convegno internazionale tenuto nell’aprile scorso in Danimarca.

Tramite un software messo a disposizione della ASL, un collegamento internet, una webcam ed un collegamento audio, i pazienti in terapia possano svolgere presso la loro abitazione gli esercizi in orari prestabiliti della giornata e coadiuvati da un riabilitatore loro preposto.

I risultati ottenuti fino ad oggi sono paragonabili a quelli dei pazienti che fanno riabilitazione recandosi presso i presidi ospedalieri.

Questa è la telemedicina, tecniche mediche ed informatiche che permettono di monitorare e curare il paziente a distanza e fornirgli gli adeguati servizi sanitari. La telemedicina è già da tempo e ampiamente sviluppata negli Stati Uniti d’America e in Giappone e in fase di crescita anche in Europa grazie al progetto COM 2008-689/Final sulla telemedicina approvato e poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 23 dicembre 2009.

La telemedicina è nata negli anni ’50 negli USA con il fine di monitorare il sistema cardiocircolatorio degli astronauti per poi evolversi nel telemonitoraggio del diabete, della dialisi delle gestanti e del sistema cardiaco.

Varie e molteplici sono le applicazioni della telemedicina, ma soprattutto c’è un miglior utilizzo delle diverse competenze mediche e delle strutture sanitarie, una maggiore disponibilità verso i pazienti, una riduzione dei tempi di ricovero ed inoltre il paziente si sente più tranquillo perché è consapevole che ci sono più medici e paramedici che si stanno occupando di lui e così sceglieranno per lui le terapie più appropriate.

di Benedetta Meschini • 28 June 2011 • Inserito in: Conflitto-generazionale, No-stress

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